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Benvenuti su questo sito personale, dedicato a Baruzzi PierMario. Un campione dei pesi massimi di orgine italiana (o meglio, Valsabbina!).

Troverete documentazione multimediale sulla sua carriera, che negli anni sessanta e settanta lo ha visto protagonista della scena pugilistica italiana ed europea.
Ha combattuto con i più forti pugili europei, conquistando il titolo europeo juniores ed il titolo italiano.

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Premiazione con le autorità

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Baruzzi torna a combattere

«Baruzzi il figliol prodigo»


…Protagonista attesissimo è quel Mario Baruzzi, nativo di Provaglio, nella Valsabbia, una specie di figliol prodigo tornato nella sua Brescia dopo aver militato a lungo nella Fernet-Branca di Agostino, ma non tornato a Mariani, suo primo manager, bensì a Gatti nell’Abaribi. Perché ha lasciato Agostino non lo sa bene neppure Gatti. Problemi di peso ci sono stati e sono problemi pensiamo organici per un peso massimo. Forse c’era nostalgia per la casa dei suoi genitori, forse stanchezza di dover allenarsi sempre lontano dalla moglie e dai suoi due figliolì. La distanza ira la famiglia e la palestra della BR Brescia è invece brevissima e Baruzzi può coprirla ogni giorno con la sua Simca 1300. Anzi, Gatti ha fatto si che per gli ultimi 10 giorni dalla rentrée, che avverrà contro Faustinho – che Baruzzi si stabilisse addirittura a Brescia e che consumi i pasti e dorma alla « Comida» con Zanon, il quale a sua volta deve prepararsi per il titolo contro Ros. «Non ho fatto niente, proprio niente perchè Baruzzi si staccasse da Agostino» ci ha detto Gatti. «Sono stati i suoi amici a farmi sapere che gli scadeva il contratto e che lui avrebbe avuto desiderio di tornare vicino ai suoi. Ho parlato con Agostino e tutto è filato via liscio. Lo stesso posso dire per il piuma José Sanches the mi sono quasi “trovato” nel mio Clan, che lavora a Gallarate, da Colombo mi dicono e si allena a Gallarate con  l’istruttore Maistru. Sanches aveva registrato l’unica sconfitta a Milano contro Dui».
Chiediamo a Gatti: Che cosa pensa di Baruzzi-Faustinho? «Baruzzi è quasi un anno che non combatte. Rientra dopo lo sfortunato incontro con Bugner disputato in maggio a Copenaghen. Perse per intervento medico alla 10 ripresa. Pesava 115 chili Baruzzi e non andava fisicamente bene. Allora lo sottoponemmo a una cura da un dietologo, il dott. Salvaneschi di Brescia, che l’ha messo in ordine con la bilancia. Oggi pesa 105 chili. Faustinho se vuole combattere di solito lo fa con i più grandi, tira fuori le unghie e si fa rispettare. lo l’ho visto pareggìare a Bologna con Ros. Le garantisco che se c’era un vincitore era lui. Se non fossi stato presente sarei rimasto dubbioso anch’io di fronte a questo risultato. Ora per un incontro di rodaggio non potevamo mandare Baruzzi allo sbaraglio» …

Baruzzi ricomincia la corsa al tricolore

Mario Baruzzi, da quando ha lasciato il procuratore genovese Rocco Agostino nel febbraio scorso, è ritornato a casa, nella sua Brescia, e si è messo con il « maestro» Giovanni Gatti, un appassionato quanto bravo e competente uomo di pugilato, alla cui scuola sono cresciuti alcuni ottimi prodotti della boxe bresciana.

Baruzzi incontrerà Benito Penna venerdì 26 al Palalido per la qualificazione al titolo dei massimi detenuto attualmente dal veneto Zanon. Abbiamo trovato il gigante di Gatti nella palestra di «Ring Boxe Brescia», fondata da colui che ha lanciato il pugilato locale ad alti livelli. il dott. Franco Boselli, immaturamente scomparso.

Come si trova, Baruzzi, con il suo nuovo maestro? «Molto bene. Gatti è un uomo valido; ti segue, ti consiglia e non ti abbandona un momento».

Quando ha iniziale la preparazione per l’incontro con Penna? «Vengo in palestra ininterrottamente dal 16 agosto; ho fatto tutto il lavoro pesante e sono al punto giusto. Farà ancora un paio di giorni di guanti con Pasottì, aspirante al titolo della sua categoria, per aumentare la velocità sulla figura poi del punching ball e della corda».

Come vede l’incontro con Penna? «Penso di farcela. Se supero questo ostacola farò un paio di incontri con pugili stranieri e poi affrornterò Zanon per il titolo del quale sarò lo sfidante, sempre che il veneto riesca a superare Canè il 26 ottobre, titolo in palio».

Sentiamo anche il parere di Gatti: «Baruzzi – dice il “maestro” – è un ragazzo serio; è puntiglioso e si è preparato molto bene. E’ un incontro importante per lui quello di venerdi, nel quale l’età potrebbe giocare un ruolo: il mio allievo ha ventinove anni, Penna invece trentasei. Sarà senz’altro un confronto appassionante perchè il cremonese è un puro e si fa ancora rispettare»…

Baruzzi vs Penna

Milano, ottobre

Pier Mario Baruzzi è tornato a combattere al Palalido dopo parecchi anni. Il massimo di Provaglio col tempo si è vieppiù allargato, attualmente stazza un bel 110 Kg. che non è certo peso per ballerini del ring. Benito Penna che lo affrontava aveva una silouette più snella, con i 104 Kg. distribuiti su un tronco più alto. Ma aveva anche la zavorra di qualche anno in più e nel dare e avere di pugni molto pesanti, ha pagato questo scotto non indifferente.
ll «colloquio» è durato poco più di tre rounds e Baruzzi l’ha spuntata di prepotenza per la semplice ragione che i presupposti tattici di Penna non sono mai emersi. Baruzzi voleva fare a botte e il cremonese ha accettato la sfida. Errore, errore perchè il bresciano pur largo e tondo, ha sempre braccia forti e i suoi pugni sgrullano chi li riceve.

Penna non si muoveva come suo solito, restava invischiato nella ragnatela della corta distanza e Baruzzi pur in crociando gli occhi un paio di volte, vistosamente su un destro al primo round, non poteva esimersi dal mettere a segno certi botti da Piedigrotta.
Erano tre riprese che non stancavano, nove minuti densi di pugni con due pugili fermi sulle gambe, ma rapidi di braccia. Baruzzi, botolotto assai, era quello che più cercava la battaglia e sull’ennesimo attacco, dopo un paio di colpi cattivi colpiva Penna con un destro che poteva anche essere strisciato. Fatto sia che Penna si portava un guanto all’occhio sinistro, si faceva contare e forse contando sull’altrui squalifica, alzava il braccio. L’arbitro Colombo riteneva tutto regolare e il verdetto era per Baruzzi. ll tempo segnava 1’37” del quarto gong.
Gianni Scuri non sorrideva dopo la riunione, il botteghino era stato piuttosto avaro con un bilancio di sei milioni e mezzo scarsi, che non consentiva neppure il pareggio. Come mai? Domanda difficile, perchè anche stavolta i pugili non hanno deluso e il pubblico è uscito soddisfatto, ma evidentemente non vengono fuori sportivi nuovi e questo è un freno.

Baruzzi alla riscossa

Mercoledì 24 settembre 1975
Venerdì al Palalido torna alla ribalta il bresciano Baruzzi.

Se una cosa si può, e si deve dire, di Piermario Baruzzi, il peso massimo bresciano che sta tentando di risalire la corrente, e che venerdi combatterà a Milano contro il cremonese Benito Penna, è questa: raramente un pugile ha avuto la tenacia, la passione, l’entusiasmo che hanno sempre animato questo ragazzo nato alla boxe all’età di 15 anni. nella palestra di Tony Mariani, gli occhi sgranati su Santo Amonti, che allora era il miglior peso massimo italiano. Baruzzi era dotato di un fisico eccezionalmente potente. Non ha mai avuto in mente altro che il pugilato. Ha lasciato tutto, sin da ragazzo, per la boxe; il lavoro, lo studio, ogni altro interesse, ha preso la via della palestra come un cucciolo prende la via di casa. Non ha mai straviziato, ha vissuto da atleta, sempre, avendo come obiettivo, nella sua mente, un solo traguardo; riuscire ad essere qualcuno, diventare un campione. E campione lo è stato; campione d’Europa dilettanti, nazionale, campione d’Italìa professionisti. Conobbe anche amarezze, nel periodo di maggiore splendore atletico e agonistico, come quando venne escluso dalla Nazionale per i mondiali e si vide preferire il genovese Bambini. La successiva entrata nell’agone professionistico e lo conquista del titolo di campione italiano lo ripagarono peraltro abbondantemente. Baruzzi perse il titolo a Bologna ad opera di Bepi Ros «razza Piave› e fini lungo e disteso per il conto totale all’undicesima ripresa di un match altamente drammatico nel corso del quale lui e Ros si scambiarono tanti di quei colpi da far paura. Da allora, Baruzzi non sogna altro che la rimonta, la riconquista del titolo di campione. Ha lasciato la colonia genovese di Agostino, è tornato nella sua Brescia, anzi nella sua Valsabbia, dove ha amici e tifosi in grande schiera, ed ha ripreso la via della palestra con determinazione e volontà. Pugile tendenzialmente portato al appesantirsi, si è sottoposto a duri sacrifici, pur di ritrovare la condizione. E’ un notevole picchiatore con entrambe le mani, ma non possiede una grande varietà di colpi. Affronta gli scambi al centro del quadrato con una foga che a volte diventa irresistibile, ma si espone molto ai colpi ed è vulnerabile fronte ad un avversario che conosca bene l’arte del combattimento di rimessa. Nel suo clan puntano ad una sua vittoria prima del limite. Baruzzi ha nei pugni l’arma che può consentirgli di risolvere il combattimento alla maniera forte. Troppo spesso però l’abbiamo visto cadere in grosse ingenuità, lasciarsi imbrigliare dalle furbizie dell’avversario, esporsi inutilmente  ai  colpi. Per uno come lui che non incassa molto, tutto questo rappresenta un handicap notevole. Molto dipende dallo spirito con cui Baruzzi salirà sul ring. Quello di venerdi sera sarà, in ogni caso, un match che difficilmente arriverã alla fine. Il brivido, dovrebbe quindi essere garantito.
Il pronostico è fatalmente per Baruzzi, a meno che Penna non sia diventato toreador ed abbia fatto… la cura della dottoressa Aslan

A nozze

Provaglio Valsabbia, 3 luglio

Stamane nella chiesa del paese l’ex campione d’Italia dei pesi massimi, Pier Mario Baruzzi, ha portato altare la gentile signorina Domenica Dolcini, casalinga e quasi coetanea. Mentre infatti Baruzzi festeggerà il venticinquesimo compleanno alla fine del mese, la novella sposa viaggia per i ventiquattro. Al rito hanno partecipato quasi tutta la gente del paese, amici di Brescia e due personaggi del mondo pugilistico italiano: il campione del mondo Bruno Arcari ed il manager della colonia genovese cui Baruzzi appartiene, Rocco Agostino.
Dopo la celebrazione del matrimonio, il corteo di macchine è sceso da Provaglio verso Salò per il pranzo nunziale all’hotel Laurin. Probabilmente (una decisione definitiva gli sposi pare non l’abbiano ancora presa) la luna di miele verrà trascorsa sul mare, nel contesto di una breve crociera con meta, la Sardegna. Quanto all’attività futura dell’ex campione d’ItaIia, abbiamo appreso che Baruzzi, superata il 25 giugno con esito assai soddisfacente la visita medica di controllo a Roma, si trasferirà con moglie e bagagli a Genova, dove intende riprendere molto seriamente gli allenamenti. Le ambizioni sono notevoli, non perchè Baruzzi sia divenuto spavaldo, ma per la ragione, rimbalzata in questi ultimi giorni d’oltre Manica, che a Londra si guarda al bresciano, piuttosto che a Bepi Ros, quale prossimo sfidante del campione europeo dei massimi. (Nella foto Eden i due sposi felici).